Undici storie. Undici porte che si aprono su mondi diversi eppure legati tra loro. Undici personaggi che raccontano, ognuno con il suo modo peculiare di essere e di vedere il mondo. Vite che raccontano le scelte che devono essere intraprese quando si viene sorpresi dalle pieghe della vita, con un pizzico di malinconia, ironia arguta o meravigliosa sorpresa.

Storie che svelano, nelle immagini dipinte nella fantasia, molto di più delle parole stesse: un orologio che ticchetta, una tazza fumante, una vela che si gonfia al vento in compagnia di amici regalano dei momenti unici, con finali inaspettati.

Descrizioni che entrano nell’anima assieme ai personaggi e alle scelte che devono compiere di volta in volta.

Undici piccole narrazioni di trasformazioni, risate e anche, perché no, lacrime.

Undici racconti che portano con sé molto più di quello che mostrano.

Indice
Introduzione · La roccia filosofica · Il ritardo · Una bella serata · Maple · Cari genitori · Pirati! · Tra il buio e l’alba · Fratelli · La camicia bianca · Come sabbia nel vento · Marcantonio · Arrivederci · Epilogo

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L’intervista

Come mai hai scritto questo libro?

Questa raccolta è nata un po’ per caso, come tante situazioni nella vita. Si è intrufolata una frase alla volta nella quotidianità. Non sono uno scrittore professionista. Questo è il mio primo libro disponibile al grande pubblico.

Ho scritto articoli e preso parte a pubblicazioni, più che altro tecniche. Ma non ho mai scritto un intero libro di narrativa. È un’esperienza nuova e molto divertente da fare. All’inizio non avrei mai immaginato di riuscire ad arrivare fin qui.

Quante volte mi è capitato di iniziare qualcosa e non riuscire a portarlo a termine? Ma credo di non essere il solo a cui è successo… sbaglio? E invece, eccomi qua con la mia copia stampata in mano. Le pagine frusciano e il profumo della carta, fresca di stampa, entra nelle mie narici incredule.

È reale.

È un libro di racconti, mentre negli ultimi anni nell’editoria si è consolidata la tendenza al romanzo. Come mai?

Ho preferito scrivere dei racconti brevi anziché una storia che occupasse l’intero libro. Sono più maneggevoli sia da leggere che da scrivere. Scrivo quando posso, tra un impegno e un altro della vita di tutti i giorni. Ma soprattutto, facendolo per diletto, mi posso permettere di mettermi di fronte alla tastiera quando ho trovato qualcosa da dire, altrimenti la pagina resta bianca. Ci ho messo del tempo ma anche dell’anima per riuscire a trasmettere quello che immaginavo.

Devo dire che ho anche imparato molte cose. Ho sempre letto molto – è un passatempo che mi è sempre piaciuto – ma c’è una bella differenza tra leggere e scrivere. Un abisso se si vuole passare dallo scrivere allo scrivere bene.

La strada è ancora lunga, ma il primo passo è stato fatto, con mia grande soddisfazione.

Perché il titolo “Come sabbia nel vento”?

Il titolo “Come sabbia nel vento” è nato quando erano stati scritti circa i tre quarti dei racconti presenti nella raccolta. A un certo punto mi sono fermato e mi sono voltato indietro per guardare quello che avevo fatto. Ho visto che ero sul punto di creare qualcosa di più di semplici storie. Il progetto cominciava a prendere forma a mia insaputa. Ho dovuto decidere: fermarmi o andare avanti? E così è stato necessario pensare a qualcosa che collegasse tutto assieme, un filo invisibile che potesse toccare tutte le emozioni che avevo messo dentro.

Pensando ai miei racconti, la prima immagine che mi è venuta in mente sono stati i granelli di sabbia: visti da soli sono piccoli, tutti differenti per colore, forma… ma poi, mossi dal vento, formano una bellissima spiaggia. Questa immagine mi è piaciuta subito perché assomiglia molto ai miei racconti: piccoli granelli di lettura.